Centro Culturale ARCI Papacqua
Creato nel 1997 a pochi passi dal centro di Mantova nelle vicinanze del parcheggio pubblico Anconetta, il Centro culturale ARCI Papacqua rappresenta la più grande isola naturale nell’area urbana di Mantova.
Il Circolo culturale Arci Papacqua è molto attivo nell’organizzazione di corsi di lingua e di discipline e tecniche orientali e occidentali, nonché di seminari e conferenze volti a promuovere riflessioni e confronti su tematiche ambientali e umane.
Dal 2001 nell’area si sono aggregate diverse realtà che hanno come scopo quello di contribuire ad un mondo più sano: la Cooperativa “L’Albero” che si occupa di alimentazione naturale e “Mappamondo”, bottega del commercio equo e solidale.
Fa parte del complesso anche il “Bio Bar” del Papacqua in cui è possibile consumare prodotti biologici, nell’idea di promuovere la cultura di un alimentazione equilibrata e sana.
www.papacqua.it
C.F.P. di For.Ma
Formazione Mantova – For.Ma è l'azienda speciale che la Provincia di Mantova ha costituito nel 2007 per valorizzare la formazione professionale ex regionale. Il nuovo ente formativo, con sede legale a Mantova, in via Gandolfo 13, diretto da Gabriele Martignoni, raccoglie i due Centri di Formazione Professionale pubblici (C.F.P Mantova e C.F.P. Castiglione delle Stiviere) che da anni operano nel territorio provinciale e da oggi, diventati sede operativa del nuovo ente, continuano a distinguersi per l'esperienza e la competenza maturate nel campo della formazione. La sede di via Gandolfo del For.Ma è situata in un palazzo storico che si apre su un cortile interno. A piano terra si trovano la Sala delle Colonne e il laboratorio di cucina che aprirà le sue porte al giovane pubblico di Segni d'infanzia.
Ex convento benedettino – Sala delle Capriate e Sala delle Colonne
La chiesa di Sant’Andrea fu disegnata da Leon Battista Alberti, il quale però non vide l'inizio dei lavori perché morì a Roma nel 1472 mentre si stava demolendo la precedente chiesa, ormai fatiscente. I lavori iniziarono nel giugno dello stesso anno sotto la direzione di Luca Fancelli, allievo dell'Alberti.
La sua costruzione fu lunga e travagliata, ostacolata in un primo momento dalla mancanza di fondi e, successivamente, dalle innumerevoli guerre che si combatterono in città. Dopo la morte del Fancelli (1495) i lavori ripresero con l'arrivo del Viani nel 1598. Subirono nuovamente un arresto di quasi un secolo per esser infine ripresi dal bolognese Giuseppe Torre nel 1697 che deformò alcune parti del progetto albertiano, sognando trasformazioni barocche che, fortunatamente, non vennero eseguite. Un’altra interruzione dei lavori si ebbe tra il 1708 e il 1732, anno in cui ebbero inizio i lavori della cupola, disegnata da Filippo Juvarra, terminata nel 1782. Paolo Pozzo nel 1772, nominato maestro dell'Accademia di Mantova, fece risorgere lo stile dell'Alberti, storpiato dagli interventi degli anni precedenti, e portò a termine, dopo trecentoventotto anni, la costruzione della Chiesa.
Quest'anno, in occasione della quinta edizione del festival Segni d'infanzia, gli spazi del complesso dell’ex-convento benedettino di Sant’Andrea che si affacciano su Piazza Leon Battista Alberti, accoglieranno il Palazzo dei bambini. La Sala delle Colonne situata a piano terra e la Sala delle Capriate si apriranno per ospitare il punto focale del festival.
Al Palazzo dei bambini sarà possibile trovare la ludoteca, la biblioteca, l’info-point del festival, i disegni realizzati dai bambini e alcuni laboratori per il giovane pubblico.
Loggia del Grano
La Loggia dei Mercanti, conosciuta dai mantovani soprattutto come Loggia del Grano, probabilmente per la funzione che rivestiva in un lontanissimo passato di magazzino del grano proveniente dalle campagne, fa parte di Palazzo Andreani, sede della Camera di Commercio di Mantova. Collocato a ridosso della centrale Piazza Erbe, il Palazzo prende il nome dall’architetto Aldo Andreani che lo progettò e realizzò tra il 1912 e il 1914 e faceva parte – a livello urbanistico – di un generale processo di rivitalizzazione economica ed edilizia che investiva la città in quell’epoca.
Inaugurato il 1° ottobre 1914, Palazzo Andreani ha e dà un senso di grandiosità, presentandosi come un felice connubio tra l'antico, usato come base, e lo stile orientale, apprezzato successivamente dai posteri. Eclettica fusione di architettura e pittura nonché simbolo della spiccata individualità e della singolare autonomia creativa dell’architetto Andreani, il nuovo Palazzo della Camera di Commercio puntava a trasmettere l’idea di un mercato prestigioso e raffinato, aperto alla città e alla strada. Per la quinta edizione di Segni d'infanzia il palazzo, oltre ad offrire il loggiato, aprirà le porte della Sala della Luna e dei Nodi per ospitare un laboratorio in collaborazione con la Rappresentanza a Milano della Commissione europea.
Palazzo Ducale
Il Palazzo Ducale di Mantova è uno dei più vasti e articolati complessi architettonici italiani, in cui dagli inizi del secolo scorso ha sede un museo statale. Residenza della famiglia Gonzaga, che dimora continuativamente al suo interno tra il 1328 e il 1707, il Palazzo si sviluppa, nel corso dei quattro secoli di dominio gonzaghesco su Mantova e il territorio, attraverso continue stratificazioni e aggregazioni, a partire da un primo nucleo costruito dai Bonacolsi alla fine del Duecento.
La visita di Palazzo Ducale, a cui si accede dal merlato Palazzo del Capitano, ha inizio davanti alla tela che raffigura la Cacciata dei Bonacolsi e l'ascesa al potere dei Gonzaga, dipinta dal veronese Domenico Morone per il marchese Francesco II. La visita si articola in tre percorsi di diversa lunghezza: il primo, più breve, si distende attraverso le zone che compongono la Corte Vecchia, con la Sala del Pisanello; il secondo include, oltre alla Corte Vecchia, la visita del Castello di San Giorgio, con la Camera degli Sposi; il terzo, più completo, integra Corte Vecchia e castello con la Corte Nuova, dov'è l'appartamento di Troia. Nei giorni di sabato e domenica sono aperte anche altre zone del Palazzo normalmente non visitabili: si tratta di sei percorsi aggiuntivi che possono essere effettuati con accompagnamento e che includono rispettivamente l'Appartamento di Guglielmo in Corte Vecchia, il Palazzo del Capitano, l'Appartamento vedovile di Isabella, il Piano Nobile del Castello, l'Appartamento Grande di Castello, la Palazzina dell'Estivale.
Segni d’infanzia utilizza gli spazi normalmente adibiti all’attività didattica del museo, l’ex Refettorio di Guglielmo in Santa Croce e, a partire dal 2008, l’Atrio degli Arcieri.
www.mantovaducale.it
Piazza Canossa
Sulla piazza si affacciano il seicentesco Palazzo Canossa, la chiesa della Madonna del Terremoto e, sul terzo lato, un palazzo porticato del 1720. Dal cinquecento ai giorni nostri la piazza ha cambiato nome diverse volte assumendo in sequenza le denominazioni di Plateola dum uno puteo (piazzetta col pozzo), Piazza Alberriggia e Piazza del Fieno nel XVII sec. quando la costruzione di Palazzo Canossa si trasformò definitivamente.
Piazza Castello
Anticamente denominata Prato di Castello, Piazza Castello si apre tra i vari corpi di fabbrica della Reggia Gonzaghesca. Essa è delimitata su tre lati da eleganti portici tardo-cinquecenteschi uno dei quali confina con il Corridoio di Santa Barbara. Gli edifici che la delimitano furono edificati tra la metà del XVI secolo e la metà del XVII secolo per volere del duca Ferdinando. Posta in linea d’aria esattamente a metà tra il plesso di Palazzo Ducale che si affaccia sul lato orientale di Piazza Sordello e il Castello di San Giorgio, Piazza Castello è il più esteso tra gli spazi aperti interni a Palazzo Ducale. La piazza è accessibile sia da Piazza Sordello percorrendo un voltone la cui apertura è collocata di fronte alla Casa del Rigoletto, sia attraversando una serie di suggestive piazze interne al complesso palatino: Piazza Pallone, Piazza Paccagnini e Piazza Santa Barbara.
Piazza Concordia
Situata sul retro di Piazza delle Erbe, la piazza ha come suggestivo sfondo il lato corto di Palazzo della Ragione, la Torre dell’Orologio e la Rotonda di S. Lorenzo, la più antica chiesa esistente a Mantova. La Rotonda, luminoso esempio di chiesa romanica a pianta circolare risalente probabilmente al 1082, fu edificata per volere della contessa Matilde di Canossa.
Piazza Erbe
La piazza è così chiamata perché da tempo ospita il mercato di frutta e verdura.
Chiusa a nord dalla parte posteriore di Palazzo del Podestà, vi si affacciano Palazzo della Ragione e l’attigua Torre dell’orologio, nonché la Rotonda di San Lorenzo, la più antica chiesa esistente di Mantova.
La piazza è chiusa a sud dalla Casa Di Boniforte (detta anche la Casa del Mercante). Fatto costruire nel 1455 da un ricco mercante brianzolo - Giovanni Boniforte da Concorezzo - l'edificio spicca con la sua preziosa facciata che presenta una commistione di motivi ornamentali eterogenei; il portico è sorretto da robuste colonne corinzie. Attigua alla Casa del Mercante, si erge la Torre del Salaro, costruita nel secolo XIII, che venne successivamente utilizzata come deposito di sale.
Piazza Leon Battista Alberti
Situata sul retro della Basilica di Sant’Andrea, la piazza offre una magnifica prospettiva sul campanile e sulla cupola della basilica realizzata proprio su progetto di Leon Battista Alberti a partire dal 1472 e portata a termine dallo Juvarra.
Architetto, matematico, poeta ed umanista italiano, Leon Battista Alberti fu inoltre crittografo, linguista, filosofo, musicista e archeologo: una delle figure artistiche più poliedriche del Rinascimento. Alberti fa parte della seconda generazione di artisti dell'Umanesimo, di cui fu una figura emblematica per il suo interesse nelle più varie discipline.
Cingono la piazza un lato della basilica e i resti di un monastero medievale benedettino con gli archi di un chiostro quattrocentesco. Piazza Leon Battista Alberti proprio per la sua posizione centralissima e per l’aspetto intimo è spesso scelta come scenario e palcoscenico di spettacoli dal vivo, incontri culturali e concerti che si svolgono a Mantova.
Piazza Mantegna
Si tratta di un piccolo spazio dominato dal profilo della Basilica di Sant'Andrea. I lati della piazza sono occupati da edifici con portici tra i quali spicca Casa Lanzini (a sinistra della basilica, verso piazza Marconi) che fu costruita nel 1460 dalla famiglia Lanzini come bottega con relativo magazzino.
Punto Zero
Le sale del negozio in piazza Leon Battista Alberti 29 che si affacciano su questa magnifica piazza sono solitamente utilizzate da Festivaletteratura, di cui ospitano la redazione internet e del giornalino dell’evento mantovano. Anche per quest'anno le sale si apriranno per accogliere il Punto Zero, ovvero il punto di incontro e di accoglienza per i programmatori e i professionisti del settore teatrale che si incontrano a Mantova durante la settimana del festival.
Spazio Studio Sant’Orsola
Nato come centro di un grande complesso conventuale, l’edificio seicentesco fu all’origine arricchito da diverse opere artistiche ma dalla fine del ‘700 subì trasformazioni e spoliazioni. La chiesa di Sant'Orsola era parte di un più ampio complesso monastico che varie vicissitudini modificarono e mutilarono nel tempo; venne realizzata su progetto dell'architetto di Corte Antonio Maria Viani, il quale volle edificare un tempio caratterizzato da pianta centrale ottagonale, coperta a cupola riprendendo l'idea compositiva già stata studiata dall'architetto stesso nella chiesa dell'Incoronata a Sabbioneta.
La struttura originaria venne affiancata da un convento e altri edifici su volere di Margherita Gonzaga, figlia del duca Guglielmo, che rimasta vedova del duca Alfonso II di Ferrara nel 1598 decise di tornare a Mantova dal fratello Vincenzo, e di dedicarsi alla fondazione di un monastero non potendosi occupare degli affari di stato.
Nel 1782 Giuseppe II impose la soppressione dei conventi e tra questi a Mantova anche quello di Sant'Orsola. Le religiose trasformarono i loro vasti locali in ospedale per monache ammalate, ma nel 1786 un secondo decreto abolì definitivamente l'istituzione religiosa. Durante il regime napoleonico il monastero venne usato come caserma e magazzino. Successivamente diventò ospedale civile. Nel XIX secolo l'ex convento subì modificazioni tali da comprometterne gravemente l'impianto.
Dopo diverse vicissitudini corrispondenti all'alternarsi delle situazioni storiche, i fabbricati che costituivano l'ospedale vennero integralmente demoliti tra il 1930 e il 1936. La Chiesa di Sant'Orsola assunse così una nuova connotazione architettonica.
Il complesso di Sant’Orsola accoglie oggi la sede di Ars. Creazione e Spettacolo, compagnia teatrale che nasce a Mantova nel 2003 e riunisce numerosi artisti di provenienza nazionale ed internazionale del mondo del teatro e della musica con l’intento di dare vita a produzioni che dal territorio mantovano traggano ispirazione culturale e risorse produttive.
Segni d’infanzia utilizza lo Spazio Studio situato al pian terreno, recentemente ristrutturato e messo a norma grazie all’intervento di Ars. Creazione e Spettacolo.
Teatreno
Struttura sorta nel dopoguerra come dopolavoro delle Ferrovie dello Stato, utilizzato per feste danzanti e pattinaggio, negli anni '70 viene trasformato in cinemateatro. Alla fine degli anni '80 non gli viene più rinnovata l'agibilità come cinema e nel 1994 è dato in gestione alla compagnia "Teatro all'improvviso" che lo utilizza per organizzare un’intensa attività teatrale per ragazzi, tra cui la rassegna per il giovane pubblico “L’Albero incantato”. Da alcuni anni è tornato ad ospitare il cinema, grazie alla presenza fissa dell’associazione “Il cinema del carbone” che ha contribuito a farne un punto vitale per la ricerca culturale di Mantova.
Situato in comoda posizione di fronte alla stazione dei treni e a pochi minuti dal centro della città, conta 140 posti a sedere.
Teatro Ariston
Costruito nel 1949, il Teatro Ariston sorge nella centrale Via Principe Amedeo. È una struttura moderna con platea e galleria. Utilizzato anche come sala cinematografica, ha una capienza di 800 posti ed è il luogo mantovano ove si organizzano le stagioni di prosa, i concerti di musica classica e contemporanea, conferenze ed incontri culturali di varie tipologie.
Teatro Fondazione Onlus Monsignor A. Mazzali
Sul finire del 1696 la Serenissima Principessa Anna Isabella Gonzaga diede incarico di costruire “una casa che servisse per ricovero de’ poveri Questuanti della Città”.
Dopo alterne vicende legate al passaggio del Ducato di Mantova dai Gonzaga di Nevers alla Casa d’Austria e agli eventi bellici ad esso collegati nel 1786, per disposizione di S.M. l’Imperatore Giuseppe II, la Pia Casa di Ricovero venne soppressa ed i relativi beni assegnati all’Orfanotrofio dei Maschi di Mantova. Nello stesso anno, tuttavia, l’Amministratore dell’Orfanotrofio dei Maschi presentava nella Regia Giunta delle Pie Fondazioni il proprio timore che la soppressione del notturno ricovero de’ Questuanti potesse “cagionare molti disordini” e per questo auspicava la continuazione di tale ricovero fino alla nascita di una sistemazione diversa. Solo nel 1818 si ebbe il riconoscimento legale delle Pie Case di Ricovero e Industria che divennero operative a gennaio 1819 nel fabbricato della ex Panizzazione.
Nel 1870 fu costruito il Ricovero Municipale, collocato nell’attuale sede di via Trento, con finalità specifiche alle cure degli anziani.
Nel 1968 con Decreto del Presidente della Repubblica venne variata la denominazione degli Istituti in “Istituto Geriatrico di Mantova” che assunsero nel 1993 l’attuale denominazione in “Istituti Geriatrici di Mantova ‘Mons. Arrigo Mazzali’”.
Dal 2009 il teatro interno alla struttura ospita alcuni eventi di Segni d'infanzia.
Teatro San Leonardo
Situato in Piazza San Leonardo, il teatrino è gestito dall’omonima parrocchia. La parrocchia di San Leonardo si trova nel quartiere del Corno, così denominato perché si innesta a forma di corno nel Lago di Mezzo.
La Chiesa ubicata nella piazza omonima è di antichissime origini, fu una delle prime fondate in città e fu ricostruita per ben cinque volte, l'ultima nel 1795, anno in cui fu ridotta alla forma attuale. Unici avanzi delle precedenti costruzioni sono il Campanile con la loggia finale con tre archi per faccia sorretti da esili colonne in marmo (sec.XII) e il cornicione dell'oratorio in terracotta. All'interno, nell'oratorio di San Gottardo vi è un affresco attribuito a Lorenzo Costa il Vecchio che raffigura Cristo in Croce che versa il Sangue dalle ferite con ai piedi quattro profeti.
Teatro Scientifico Bibiena
Costruito tra il 1767 e il 1769, il gioiello settecentesco della città fu progettato dal parmense Antonio Galli Bibiena su commissione del rettore dell'Accademia dei Timidi, conte Carlo Ottavio di Colloredo, con la finalità di ospitare principalmente adunanze scientifiche, ma aperto anche a recite e concerti. Il teatro presenta una pianta a campana ed è disposto su più ordini di palchetti lignei, secondo il genere di struttura inventato nel Seicento e che ormai imperava.
Con vivacità prodigiosa pari alle risorse dell'estro, l'architetto Bibiena adempì in soli due anni all'obbligo che nel 1767 aveva contratto coi Timidi: ideò lo speciale teatro, ne diresse i lavori di fabbrica ed infine, con abilità di pittore oltre che di architetto, affrescò personalmente gli interni dei numerosi palchetti con figurazioni monocrome, anch'esse documento prezioso dell'attività artistica dell'insigne maestro. La classica facciata fu invece realizzata da Giuseppe Piermarini da cui trae il nome il salone posto al primo piano del teatro.
Lo “scientifico”, finito di tutto punto, venne inaugurato ufficialmente il 3 dicembre 1769: un gioiello squisito per gli equilibri fra movimento ed eleganza e una delle formulazioni architettoniche più significative del tardo Settecento europeo. Poco più di un mese dopo l'inaugurazione, il 16 gennaio 1770 il giovinetto Wolfgang Amadeus Mozart, appena quattordicenne, giunto a Mantova nel giro della sua prima tournée italiana, consacrava l'incipiente vita del leggiadro teatro “scientifico” dandovi insieme al padre Leopold un memorabile concerto. Tuttora il teatro viene utilizzato per ospitare rassegne musicali, concerti e convegni di alto livello.